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Buona lettura

L'importanza della prevenzione: Ecocolordoppler

DOLORI E GONFIORI ALLE GAMBE DELLE SIGNORE NELLA STAGIONE ESTIVA:  C'E’ DA PREOCCUPARSI?

varici arti inferiori

Nel corso dell'estate il clima caldo favorisce, soprattutto nel sesso femminile, l'insorgenza di fastidiosi sintomi agli arti inferiori rappresentati da edemi, sensazione di pesantezza, dolori e dolorabilità a livello di gamba e di coscia.
Se la maggior parte dei casi riconosce nella genesi di tali disturbi una flebopatia ipotonica costituzionale o una stasi linfatica è bene non rischiare di trascurare una flebotrombosi o un'accentuazione dei sintomi legati all'insufficienza valvolare delle vene e, genericamente parlando, alle varici.
Se la sintomatologia edematosa è la sola presente ed è bilaterale, sarà da prendere in considerazione anche una eventuale patologia cardiaca (scompenso), epatica (ipoproteinemia),  renale (insufficienza).
In questo periodo dell'anno inizia, e prosegue per tutti i mesi estivi, una sintomatologia tipica del sesso femminile, caratterizzata da un edema più o meno evidente e per lo più bilaterale senza che si riconoscano le suddette patologie sistemiche, né patologie venose ostruttive o dilatative; questi casi riconoscono quasi sempre una genesi linfostatica che si evidenzia bene con l'Ecocolordoppler: l'eco B-mode con sonde lineari ad alta frequenza (alta risoluzione) permette di rilevare una dilatazione dei vasi linfatici sottocutanei riconoscibili come strie anecogene nel contesto di un tessuto iperecogeno per edema.
Esiste uno score semplicissimo (Score di Wells) che può indirizzare verso la presenza o meno di una patologia ostruttiva venosa degli arti inferiori.
La patologia venosa degli arti inferiori può essere legata a:

  • ostruzione (trombosi o tromboflebite)
  • ectasia, che si accompagna a incontinenza valvolare (varici), tortuosità di decorso, gavoccioli venosi

TROMBOSI VENOSA

La diagnosi di certezza viene posta solo dopo l'esecuzione di un Ecocolordoppler. In caso di ripetuti episodi di trombosi venosa o tromboflebite, è bene accertarsi che non siano espressione di una sindrome paraneoplastica; se si tratta di soggetti allettati (sindrome da immobilizzazione), oppure obesi, o comunque abituati ad una scarsa mobilità (persone molto anziane o affette da poli patologie invalidanti) la causa va imputata alla stasi venosa cronica.
Da qui l'importanza della mobilizzazione attiva o passiva e l'uso di calze elastiche a compressione graduata, da evitarsi solo in caso di concomitante arteriopatia obliterante.
In tutti i casi di trombosi venosa risulta di grande aiuto il dosaggio del Dimero-d, particolarmente elevato nella fase acuta della malattia.
Nei soggetti più giovani, in cui risulta un evento più raro, è bene ricercare anche una eventuale anomalia congenita dei fattori della coagulazione.
Il termine “trombosi” o “tromboflebite” dipende dalla componente infiammatoria più o meno presente.
La trombosi venosa può colpire il circolo venoso PROFONDO o il circolo venoso SUPERFICIALE.
La Trombosi Venosa Profonda (TVP) è caratterizzata da un arto pressoché costantemente edematoso e il più delle volte dolente.
E'gravata da una percentuale di rischio embolico (Embolia Polmonare – EP) intorno al 3-4%: a seconda dell'entità dell'embolizzazione i sintomi possono essere da misconosciuti o sfumati fino a gravissimi ("fame d'aria") e talora possono condurre all'exitus. Nei casi meno gravi (lieve dispnea) può essere dirimente l'uso di un pulsiossimetro per la misurazione della Saturazione di O2 per via transcutanea: piccolo apparecchio del costo di alcune decine di euro esso può confermare il sospetto di embolia polmonare o indirizzare verso altre patologie.
La Trombosi Venosa Superficiale è di più facile riconoscimento clinico: la vena colpita si presenta rilevata, arrossata, dura e dolente (praticamente i sintomi classici dell'infiammazione). Anche qui l'esame Ecocolordoppler confermerà il sospetto diagnostico.
All'Ecocolordoppler un vaso colpito da trombosi si presenta sempre ectasico, incompressibile mediante sonda ecografica, privo di flusso al Doppler pulsato; nel corso del tempo (mesi), quando e se avviene la ricanalizzazione (non sempre),l'Ecocolordoppler documenterà il ritorno alla compressibilità del  vaso e la ripresa del flusso venoso: le manovre compressive secondo Siegel, da effettuarsi sempre nel corso di un esame Doppler ben condotto, documentano quasi costantemente la perdita della continenza valvolare perché la lisi del trombo si accompagna in genere alla distruzione dei lembi valvolari (sindrome post-flebitica o post-trombotica).

LE VARICI

Come si è detto, l'altra possibilità di patologia venosa è rappresentata dall'ectasia (varici).
E' costantemente appannaggio degli arti inferiori e il sesso femminile è colpito con un rapporto di 3 a 1 nei confronti del sesso maschile.
Le varici possono assumere un decorso serpiginoso, talora con aspetto sacculare (gavoccioli), talora semplice dilatazione cilindrica (ectasia tronculare); tutte queste caratteristiche sono ben documentate con l'Ecocolordoppler.
Esiste una classificazione dell'insufficienza venosa cronica chiamata CEAP.
Le varici possono essere PRIMITIVE o SECONDARIE. Le varici primitive sono causate da una ipotonia delle pareti venose che dilata il calibro del vaso e determina un incontinenza valvolare; questa, a sua volta, aumentando la pressione idrostatica in senso cranio-caudale, peggiora sempre di più l'allontanamento dei lembi valvolari e l'aggravamento della stasi venosa in posizione eretta.
Le varici secondarie sono la conseguenza di una trombosi venosa profonda che, alla risoluzione del trombo, esitano in una inversione del flusso dal circolo profondo al circolo superficiale, per mancata continenza valvolare profonda; questa inversione del flusso finisce per dilatare, e quindi allontanare, anche i lembi valvolari del circolo superficiale: si viene a creare perciò la classica sindrome post-trombotica.

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

Non è questa la sede per affrontare l'argomento terapia MEDICA o terapia CHIRURGICA dell’insufficienza venosa. Una tale decisione spetta al Medico di Medicina Generale in comunione di intenti con lo Specialista Vascolare. Possiamo solo consigliare alcune regole generali:

  • attività fisica e, ragionevolmente con l'età, sport aerobici
  • abbigliamento e calzature più opportune
  • evitare i bagni in acqua calda, saune, bagni turchi, fanghi e sabbiature e, in generale le cerette a caldo sono da sconsigliare: meglio far uso di creme depilatorie.
  • combattere il sovrappeso corporeo
  • combattere la stipsi
  • tenere le gambe sollevate durante la notte (non in caso di concomitante arteriopatia)
  • preferire il clima fresco e secco della montagna
  • evitare di esporre le gambe al sole, specie nelle ore più calde della giornata
  • al mare, se possibile, camminare immersi nell’acqua fino a mezza coscia
  • nei viaggi in auto o pullman fare frequenti soste (almeno ogni 2 ore) per mobilizzare le gambe
  • nei lunghi viaggi in treno alzarsi spesso per muovere le gambe
  • nei lunghi viaggi in aereo vale il precedente consiglio, considerando, assieme al proprio medico curante, la eventuale assunzione di un antiaggregante piastrinico e l'uso di calze elastiche a compressione graduata.

Per avere ulteriori informazioni o per prenotare un ecocolordoppler presso il nostro centro in Via Boselli, 30C potete chiamare il numero verde 800.060.383 oppure  010/3621769.

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