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Stile libero: fattori associati a impingement subacromiale

L’impingement subacromiale consiste in un fenomeno meccanico in cui la grande tuberosità dell’omero entra in contatto con l’arco coracoacromiale, sottoponendo a compressione le strutture subacromiali. Il meccanismo dell’impingement è stato frequentemente citato come causa di lesioni della spalla negli atleti coinvolti in attività di lancio o ai quali è richiesto un ampio grado di movimento della spalla, come i nuotatori. I movimenti della spalla che causano impingement sono stati storicamente identificati come una elevazione forzata oltre il grado massimo di elevazione attiva, o una elevazione volontaria con l’arto intraruotato. L’entità dell’angolo di intrarotazione è un fattore chiave nella determinazione dei gradi di elevazione nei quali si verifica impingement. In altre parole, l’impingement si realizza se vi è una combinazione di elevati gradi di elevazione, adduzione e rotazione interna. 

stile libero

Perché il nuotatore è soggetto ad impingement subacromiale?

L’analisi della configurazione della spalla durante la bracciata di stile libero ha consentito di individuare alcuni momenti in cui si verifica questa combinazione potenzialmente causa di impingement. L’elevazione massima viene raggiunta al momento della presa, associata a valori negativi di adduzione, che vengono mantenuti durante tutto l’arco della bracciata. Inoltre al momento dell’ingresso in acqua, e subito dopo, la mano incontra la resistenza dell’acqua. L’impatto della mano con l’acqua genera una forza che sposta la testa dell’omero verso l’alto, grazie al braccio di leva del braccio, mentre la spalla viene mantenuta dall’atleta in elevazione massima. Questa elevazione forzata della spalla può causare compressione delle strutture subacromiali. Nella fase di recupero la spalla si abduce ed extraruota, mentre la mano viene portata in avanti per l’ingresso in acqua; pertanto si realizza una progressiva diminuzione dell’intrarotazione, associata ad un progressivo incremento dell’elevazione, risultando in elevati gradi di intrarotazione ed elevazione nelle fasi centrali.

Come si può ridurre l’impingement subacromiale?

È stata registrata una grande variabilità tra diversi atleti nella durata e nell’entità dell’impingement durante le varie fasi della nuotata, ed è stato ipotizzato che questa variabilità possa essere legata a variazioni di tecnica.

Un nuotatore quindi può essere in grado di minimizzare il rischio di impingement modificando la tecnica di nuotata. Un metodo per ridurre l’impingement nella fase di presa consiste nel ridurre l’angolo di elevazione della spalla al momento dell’ingresso in acqua. L’elevazione della spalla necessaria per raggiungere il corretto orientamento del braccio rispetto al tronco può essere ridotta aumentando il tilt scapolare.

Un altro metodo consiste nel resistere all’elevazione forzata indotta dall’impatto con l’acqua, aumentando la forza di gran dorsale, gran pettorale, grande rotondo e tricipite brachiale, e mantenendo la mano ad un livello inferiore rispetto alla spalla durante tutta la fase di ingresso in acqua. Inoltre il braccio di leva può essere ridotto evitando di entrare in contatto con l’acqua con il gomito completamente esteso.Un errore causa di impingement meccanico può essere l’ingresso in acqua con il pollice verso il basso, quindi con l’arto intraruotato o con la mano posizionata medialmente all’asse centrale del corpo, o con la mano incrociata sopra la testa (il cosiddetto crossover), che predispone l’atleta ad eseguire tutta la fase propulsiva in eccessiva adduzione, generando impingement anteriore, quindi sul sovraspinato e sul capo lungo del bicipite. Talvolta questo errore può essere compensato con una corretta rotazione del corpo (body roll) sull’asse frontale (45° circa); viceversa, una rotazione del corpo eccessiva da uno dei due lati (generalmente dal lato del respiro) induce l’atleta al crossover durante la fase propulsiva. Durante la fase propulsiva, l’impingement può essere minimizzato riducendo l’angolo di intrarotazione della spalla, anche se questo pone i muscoli della spalla in situazione di svantaggio meccanico, tanto da essere stato identificato come errore di tecnica detto dropped elbow.

Un metodo per ridurre l’impingement durante la fase di recupero consiste nel riportare il prima possibile il polso davanti al gomito; questo fattore di tecnica consente di mantenere la spalla intraruotata per un periodo di tempo più breve, mentre aumenta il grado di elevazione della spalla.

Infine, una posizione della testa non corretta, ovvero flessa, estesa (con gli occhi in avanti) o ruotata può generareimpingement alterando il movimento della scapolo-toracica.

Quali fattori possono aggravare l’impingement subacromiale, oltre alla tecnica di nuotata?

Il conflitto subacromiale può essere accentuato dalla fatica muscolare; è ben noto che un ridotto livello di contrazione muscolare, a sua volta inducibile dalla fatica, può determinare una ridotta stabilità dell’articolazione gleno-omerale e conseguentemente impingement intrinseco; infatti la spalla dolorosa nei nuotatori è stata associata ad una ridotta core endurance, e ad una ridotta durabilità della performance isocinetica di muscoli come il dentato anteriore ed il trapezio.

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