Osteopatia

Che cos'è l'osteopatia

"OSTEOPATIA dal 22 dicembre 2017 ufficialmente PROFESSIONE SANITARIA per legge dello Stato Italiano" [LEGGI]

L'Osteopatia è un sistema di cura e di prevenzione che ha un approccio globale alla Salute dell'organismo e alla sua capacità di relazionarsi con il mondo circostante.
L'Osteopatia è una medicina, una scienza, una filosofia nata negli Stati Uniti alla fine del 1800 dalle intuizioni del dottor A.T. Still. La sua filosofia comprende il concetto di unità della struttura dell’organismo vivente e delle sue funzioni. La sua specialità consiste nell’utilizzo di modalità terapeutiche che mirano a riarmonizzare i rapporti di mobilità tra le varie strutture anatomiche.
L'Osteopatia è un’arte manuale che ricerca la Salute in ogni sua espressione nel corpo stimolando i processi di autoregolazione del sistema nervoso autonomo e di auto guarigione dell'organismo.

PRINCIPI

Olismo (unità)

Si considera la fisiologia del paziente secondo una qualità di interezza delle sue componenti strutturali, energetiche, psichiche. Dal punto di vista anatomico, le varie parti del corpo sono collegate da tessuto connettivo:

  • tendini ed aponeurosi tra muscoli ed ossa
  • legamenti e capsule articolari che collegano tra loro le articolazioni
  • legamenti, mesi, epiploon tra i visceri ed in collegamento allo scheletro
  • meningi tra le ossa del cranio e lungo il canale rachideo fino al sacro

Queste componenti connettivali creano una fitta rete definita “fascia” attraverso la quale passano arterie, vene, vasi linfatici e le componenti centrali e periferiche del sistema nervoso.
L’interdipendenza dei vari sistemi attraverso le connessioni fasciali spiega da un punto di vista meccanico come la forza applicata in un punto, si trasmetta a tutto il corpo, determinando effetti anche a distanza dal punto di applicazione della forza. Ecco perchè, ad esempio, una “banale” distorsione di caviglia può alterare l’equilibrio di ginocchia, anche, bacino e tutta la colonna fino a raggiungere le spalle ed il cranio.
Allo stesso modo il Sistema Neuro Vegetativo veicola le informazioni dei visceri verso il SNC e da questo agli organi effettori. Le fibre del SNV sono collegate ai nervi spinali ad ogni livello vertebrale. Quindi quando un viscere è in disfunzione, manda informazioni al nervo del livello vertebrale corrispondente influenzando il piano vertebrale stesso con possibilità di algie al rachide. Una disfunzione vertebrale può influenzare l’organo corrispondente con conseguente disfunzione viscerale. Si parla nel primo caso di disfunzioni viscero-somatiche e nel secondo di disfunzioni somato-viscerali.

Omeostasi

Capacità di autoguarigione e autoregolazione dell’organismo

Un individuo “sano” è un esempio ideale di omeostasi, ovvero di equilibrio. Tutta la vita siamo sottoposti a sollecitazioni e stress sia esterni che interni ed attiviamo vari meccanismi fisiologici per adattarci anche a condizioni ambientali più estreme (basse o alte temperature, condizioni limite di umidità…) riuscendo quasi sempre a riequilibrarci.
Quando questo non accade si possono manifestare alterazioni nella sfera energetica, psicologica, fisica. A livello della sfera fisica i sintomi possono essere lievi o più importanti ma essere ancora riequilibrati dall’osteopatia eliminando gli ostacoli che impediscono all’organismo di svolgere al meglio la sua funzione di autoguarigione ed autoregolazione. Tali ostacoli sono costituiti da blocchi e tensioni delle strutture ossee e fasciali che impediscono la libera circolazione dei fluidi, compromettendo il nutrimento cellulare e l’eliminazione delle scorie prodotte. Talvolta per il protrarsi di alcuni “banali” sintomi o per un’evoluzione veloce dal disequilibrio ad una patologia conclamata l’intervento medico è d’elezione ma l’osteopatia può comunque sostenere la salute della persona. Infatti facilitando gli scambi cellulari il corpo è più pronto all’assorbimento di terapie farmacologiche ed in caso di interventi chirurgici i tessuti possono più velocemente recuperare mobilità e talvolta scoprire nuove strategie di movimento.
Quindi, in relazione al principio olistico, il trattamento osteopatico prevede il riequilibrio delle componenti strutturale, viscerale e craniale.

CAMPI DI APPLICAZIONE E INDICAZIONI

Struttura

Riarmonizzazione delle articolazioni della colonna vertebrale, delle coste e degli arti superiori e inferiori. Il lavoro di riequilibrio della componente articolare non si limita alla sola correzione articolare. Grande importanza è data al riequilibrio di tensione della fascia e dei muscoli. Un tessuto che rimane per lungo tempo in una posizione di accorciamento, una volta allungato tenderà a ritornare alla posizione originaria pre-trattamento, poiché il nostro organismo adattatosi al disequilibrio la considera come la posizione di minor tensione.

INDICAZIONI

  • Ernia del disco, sciatica
  • Cervicalgia, lombalgia, dorsalgia, sacralgia, cruralgia
  • Scoliosi
  • Nevralgia cervico-brachiale
  • Coccigodinia
  • Parestesie
  • Esiti di colpo di frusta
  • Coxalgia, gonalgia
  • Distorsioni ginocchio e caviglia
  • Pubalgia
  • False dismetrie
  • Tendiniti, talloniti
  • Periartrite scapolo-omerale
  • Rottura cuffia dei rotatori
  • Sindrome del Tunnel carpale, sindrome di De Quervain
  • Epicondilite, epitrocleite
  • Rizartrosi, dito a scatto
  • Problemi circolatori e congestioni venose agli arti superiori e inferiori
  • Palpitazioni

VISCERI

Solitamente il paziente ci consulta per un problema che si manifesta sull’apparato locomotore (lombalgia, cervicalgia, ernie, sciatalgie, ecc.). Tuttavia, non sempre la causa del problema è meccanico. Il dolore articolare, spesso localizzato a qualche livello della colonna vertebrale, è un riflesso algico di un problema viscerale. Esistono infatti zone di proiezione viscerale sulla colonna, collegate meccanicamente e neurologicamente con il viscere in sofferenza. In quel caso occorre anche verificare e correggere il viscere in disfunzione.

INDICAZIONI

  • Gastrite
  • Colite spastica
  • Ernia iatale
  • Reflusso gastro-esofageo
  • Stitichezza
  • Turbe del transito intestinale
  • Gonfiori addominali
  • Tachicardie
  • Aritmia cardiaca
  • Bronchiti
  • Cistiti
  • Osteopatia ginecologica (turbe del ciclo mestruale, dolori pelvici, sindrome post-partum, sciatalgia del 4° mese, riequilibrio bacino post-partum, ipofertilità, dolori mestruali, ecc..)

Cranio

Le componenti del sistema nervoso, le arterie, le vene ed il resto dei tessuti contenuti nella scatola cranica possono andare in disfunzione, ad esempio, per un trauma diretto o un parto difficile che creano compressione delle ossa e quindi delle strutture sottostanti. Questi episodi posso facilitare l’emergere di diversi quadri sintomatologici anche a distanza di tempo. Mediante il riequilibrio delle ossa craniche, anche grazie alla loro plasticità intrinseca e normalizzando il flusso del liquido cefalo rachidiano è possibile il ritorno ad una buona funzionalità.

INDICAZIONI

  • Cefalea ed Emicrania
  • Nevralgie del Trigemino e Facciale
  • Patologie occlusali, disfunzioni dell’ATM, trisma, bruxismo, clack mandibolari
  • Otiti ricorrenti
  • Vertigini
  • Acufeni
  • Stress, stati ansiosi, depressione, irritabilità, turbe del sonno, senso di oppressione, insonnia, turbe della personalità
  • Palpitazioni, ipertensione arteriosa, tachicardia
  • Riniti, sinusiti croniche, patologie asmatiche
  • Problemi di deglutizione, disfagia
  • Dislessia, balbuzie
  • Squilibri posturali
  • Scoliosi
  • Laringiti, faringiti
  • Turbe del gusto
  • Anosmie
  • Osteopatia pediatrica disturbi del sonno, pianti notturni, rigurgiti, mancanza di concentrazione, dislessia, stato collerico, aggressività, problemi digestivi, problemi ORL, canale lacrimale otturato, strabismo, scoliosi, disturbi dell’apprendimento, ipercinesi, esiti di traumi da parto (torcicollo congenito, paralisi ostetriche, problemi di suzione, plagiocefalie)
  • Osteopatia e occhi (miopia, ipermetropia, strabismo, ptosi palpebrale superiore, congiuntivite, sindrome del ganglio ciliare, dolori oculari, lacrimazione esagerata, otturazione canale lacrimale, ipoconvergenze)

OCCHI

INDICAZIONI

Tra le patologie oculari che giovano del trattamento osteopatico troviamo:  

  • Miopia
  • Ipermetropia
  • Strabismo
  • Ptosi palpebrale superiore
  • Lagoftalmo
  • Congiuntivite
  • Sindrome del ganglio ciliare
  • Dolori oculari
  • Lacrimazione esagerata
  • Otturazione canale lacrimale
  • Ipoconvergenze

nelle patologie di primaria competenza medica, possiamo avere un’azione integrativa mentare al trattamento dello specialista. È il caso di:

  • Astigmatismo
  • Glaucoma
  • Presbiopia
  • Cataratta
È però necessaria, in sede di anamnesi, un’accurata semeiotica al fine di distinguere una patologia di competenza medica da una disfunzione osteopatica. Talvolta possono essere utili esami clinici strumentali (TAC, RMN) per escludere patologie che potrebbero costituire una controindicazione al trattamento osteopatico stesso. È il caso di un aneurisma, di un’emorragia, di un ingrossamento della ghiandola pituitaria o della presenza di una massa tumorale che può comprimere, durante il tragitto, gli elementi vasculo-nervosi. Non dobbiamo inoltre dimenticare i disturbi visivi causati dalla pressione esercitata sul nervo ottico dalle pareti dei seni sfenoidali o etmoidali, dovuta alla mutazione e all’ispessimento delle cellule aeree a seguito di un’infiammazione sinusale. Anche i nervi oculomotori possono essere turbati durante il tragitto dalla pressione di arterie ingrossate o dalle abnormi tensioni delle meningi.

TRATTAMENTO DELLE VERTIGINI

Il sistema nervoso riceve costantemente informazioni sullo stato dell’ambiente esterno ed interno, e adatta le varie funzioni in base alle informazioni ricevute. Chiamiamo “Esterocezione” la capacità di acquisire informazioni che riguardano l’ambiente esterno, grazie agli organi di senso. La “Propriocezione” è la capacità di percepire la posizione del nostro corpo nello spazio, anche senza l’ausilio della vista. L’“Interocezione” invece ci fornisce informazioni sullo stato di tensione dei visceri. Le vertigini sono spesso dovute ad un conflitto tra le informazioni propriocettive ed esterocettive, e alla conseguente erronea interpretazione delle informazioni stesse. Per esempio, una o più disfunzioni vertebrali o articolari, in presenza di una disfunzione all’apparato vestibolare, può generare una risposta muscolare non coerente con l’attività svolta, e di conseguenza far partire una vertigine. Anche il “senso d’instabilità” rientra in queste patologie di competenza dell’osteopata. Un approccio globale del paziente, la correzione della struttura e il riequilibrio dei principali captori di postura, spesso permette la diminuzione/risoluzione del problema.

Età pediatrica

Nascere è uno degli avvenimenti più importanti della vita. È anche però il momento in cui alcune delle nostre disfunzioni primarie vengono alla luce. Trattare le disfunzioni dovute alla gravidanza e al parto nei neonati, i piccoli traumi dell’infanzia e dell’adolescenza, permette di creare degli adulti sani.  Distinguiamo l’Eziologia della disfunzione in base al periodo in cui si è verificata:

PERIODO FETALE
Il feto può essere direttamente sottoposto ad una costrizione anormale dovuta ad un aumento di pressione intrauterina in caso di gravidanze multiple o per la presenza di fibromi uterini di grandi dimensioni. La compressione fetale può dipendere anche dalla pressione degli organi vicini o dall’ipertonicità del torchio addominale soprattutto nelle madri atlete, in particolare nelle primipare. Altri fattori possono essere le disfunzioni sacrali e lombari delle madri, che possono influenzare la posizione del feto, e di conseguenza il corretto sviluppo. La sublussazione congenita dell’anca, la displasia acetabolare, il torcicollo congenito, la scoliosi congenita e le plagiocefalie, sono spesso descritte come conseguenza di costrizioni subite durante la vita intrauterina. Il feto deve potersi spostare, tendere le braccia e le gambe per lo sviluppo dell’apparato locomotore, poiché una posizione statica prolungata predispone alle deformazioni (più frequenti nella presentazione podalica che nella presentazione cefalica).

NASCITA
Durante il parto, un periodo prolungato di contrazioni uterine aumenta le forze meccaniche applicate al nascituro. Può prodursi una compressione della colonna fetale, soprattutto a livello della cerniera cervico-dorsale o occipito-cervicale, causando delle disfunzioni somatiche. Nel caso di ostacolo durante la discesa, il feto continua a subire delle forze compressive che possono causare delle deformazioni plastiche del cranio. Nel momento in cui il feto estende la testa sotto il pube materno esegue un’estensione della testa che, nel caso di esagerazione di tensione, può compromettere il nervo Ipoglosso che dà innervazione motrice alla lingua, con conseguenti problemi di suzione. Le tensioni alla base dell’occipite possono inoltre causare disfunzioni ad importanti strutture nervose, con conseguenti coliche, rigurgiti, torcicolli da squilibri muscolari e plagiocefalie. Le ossa della faccia possono essere sollecitate dal passaggio attraverso la doccia perineale, con conseguente respirazione rumorosa e rinite cronica. La presentazione podalica è associata a compressioni lombari e pelviche del feto. Inoltre, durante l’espulsione, la testa del feto meno comprimibile del resto del corpo, può subire delle sollecitazioni che portano a disfunzioni somatiche craniali. La faccia del feto, nella presentazione podalica, è frequentemente applicata conto il sacro materno. Ciò potrà ostacolare il normale sviluppo del massiccio facciale.   Tra i traumi subiti dal cranio del feto, l’uso del forcipe è spesso menzionato. Nonostante sia considerato lo strumento che permette di risolvere delle situazioni d’urgenza che siano meno nocive sia per il feto che per la madre, il forcipe applica delle forze compressive e di trazione, combinate ad una rotazione. Di conseguenza, a seconda del posizionamento, possiamo avere diverse disfunzioni, in relazione alle strutture vascolari e nervose compresse. L’uso della ventosa può invece causare un cefalo ematoma sul sito di applicazione della ventosa stessa. L’estrazione strumentale del feto, in ogni caso, è associata a plagiocefalia.

INFANZIA E ADOLESCENZA
Dopo la nascita, la posizione del sonno è un fattore importante che influenza la forma del cranio . Il giovane scheletro del bebè, mantenuto nella stessa posizione, può subire delle deformazioni a causa delle pressioni costanti. Ancora più attenzione deve essere posta nel caso di prematuri, dove la struttura è ancora più malleabile. Anche la preferenza di decubito laterale sempre dallo stesso lato è descritto come un fattore di rischio per la lussazione congenita dell’anca. Il trasporto, l’allattamento (sia materno che artificiale), sono delle attività che, se eseguite sempre dallo stesso lato, possono creare delle asimmetrie di funzione e di struttura. Si consiglia quindi ai genitori di alternare la posizione di trasporto e di allattamento al seno o con biberon. La suzione del pollice sembra essere uno dei fattori di rischio per lo sviluppo di una mal occlusione. Il rischio è doppio se il bebè è allattato artificialmente con biberon. Tutti i traumi diretti sulla faccia possono incidere sulla corretta funzione della masticazione, della suzione, della fonazione, della respirazione nasale, della deglutizione. In particolare, una caduta sull’arcata dentale superiore può causare problemi di prognatismo, sull’arcata dentale inferiore può invece creare una disfunzione all’ATM. L’attività fisica del bebè o del bambino aumenta la mineralogia ossea e la crescita. Un’attività eccessiva o prematura può però creare delle disfunzioni. L’età di acquisizione della marcia (che avviene intorno ai 14 mesi), deve essere preceduta da un periodo di “gattonata” che stimola il tono posturale dei muscoli paravertebrali, preparandoli alle costrizioni della gravità dovute alla postura bipodalica. A volte però, alcune disfunzioni pelviche possono scoraggiare un bimbo che prova ad arrampicarsi o a camminare a gattoni. Spesso queste disfunzioni pelviche sono dovute a problemi durante la gravidanza, il parto o a cadute sul sacro nei primi mesi di vita. Il bebè, guarda e ascolta tutto, crea delle connessioni nervose che necessitano di basi meccaniche stabili per svilupparle.

INDICAZIONI

  • asimmetria della lunghezza degli arti inferiori
  • displasia dell’anca
  • piede torto congenito
  • plagiocefalia
  • canale lacrimale otturato
  • coliche
  • problemi alle vie aeree superiori
  • strabismo del bebè
  • tensioni al collo
  • problemi di deglutizione
  • turbe della suzione
  • torcicollo
  • problemi di linguaggio
  • casi di allergie
  • asma ed eczema
  • turbe del sonno
  • nervosismo e comportamento aggressivo
  • rigurgiti
  • riniti e otiti
  • scoliosi
  • paralisi facciali
  • difficoltà di concentrazione
  • ritardi di crescita

GINECOLOGIA

L’80% dei problemi ginecologici sono di natura ormonale. Il trattamento osteopatico può  ottimizzare la funzione dell’ipofisi, grazie alle tecniche cranio-sacrali, e migliorare la circolazione sanguigna e linfatica che permettono il trasporto degli ormoni prodotti dall’ipofisi verso l’apparato ginecologico. Non dimentichiamo poi che, secondo il principio di olismo, anche l’apparato riproduttivo (utero, ovaie, tube e annessi) è collegato allo scheletro tramite legamenti e fasce. Di conseguenza, è facile capire come delle disfunzioni all’osso sacro, al bacino e alla colonna lombare, possano incidere sul buon funzionamento di utero e ovaie. Ancora più chiaro sarà il quadro se consideriamo che l’innervazione del Sistema Neuro Vegetativo per l’apparato ginecologico si trova ai livelli lombare e sacrale.

INDICAZIONI

  • Turbe del ciclo mestruale
  • Dolori mestruali
  • Dolori durante i rapporti
  • Ipofertilità
  • Preparazione al parto
  • Sciatica
  • Riequilibrio post gravidanza
  • Depressione post-partum

Autore:  Claudia Cinti - Osteopata presso Laboratorio Albaro

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